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giovedì 19 agosto 2010

DE GASPERI E IL PARTITO DELLA NAZIONE


Per Alcide De Gasperi ieri,  come per Casini oggi,  il partito   (DC o PdN) è soltanto uno strumento organizzativo per guidare la ricostruzione graduale dell’Italia 

Il grande statista e il grande uomo, Alcide De Gasperi, leader storico e fondatore della DC moriva improvvisamente, il 19 agosto di 56 anni fa,  soltanto un anno dopo le sue dimissioni da Presidente del Consiglio.
L' evento luttuoso improvviso commosse tutta l’Italia: le cronache del tempo, infatti, ci raccontano che il lungo tragitto in treno con cui la salma raggiunse Roma per le esequie di Stato, fu rallentato da numerose soste impreviste perché le masse erano accorse da ogni parte per rendere omaggio alla salma dell’uomo che ebbe la forza e le capacità necessarie per risollevare l’Italia dallo stato in cui era stata precipitata dalla seconda guerra mondiale.
La Democrazia Cristiana perdeva uno dei "GRANDI UOMINI" che aveva fatto grande l' Italia insieme a Enrico De Nicola, Don Luigi Sturzo, Luigi Einaudi  etanti altri di altre culture politiche, Alcide  De Gasperi.
Le sue massime tutt' ora di grandissima attualità ci danno un' idea dello spessore politico, perfetta sintesi della concezione che aveva della politica:
- «Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.»   - “Politica vuol dire realizzare”; 
- “ci sono molti che nella politica fanno solo una piccola escursione, come dilettanti, ed altri che la considerano e tale è per loro, come un accessorio di secondarissima importanza. Ma per me, fin da ragazzo, era la mia carriera, la mia missione”.
Questo i suoi pensieri e Pier Feridando Casini con il lanciare l' idea del Partito della Nazione, forse ha tenuto nella mente e nel cuore il suo "Avo" illustrissimo, Alcide de Gasperi  e la sua grande eredità cui attingere senza se e senza ma, in questo momento particolare che sta attraversando la nostra amata Patria, lacerata dalle stupidità, dalle beghe di bottega, e dai nuovi partiti arroganti, litigiosi e velenosi  come la Lega e l' IDV che non si capisce bene cosa rappresentino e qual' è la loro idea di Nazione.
L' unità, la civiltà, l'armonia, prima di tutto insomma ci ritroviamo un Paese allo sbando a causa del Bipolarismo- Bitartitismo e il Partito della Nazione si prefige come scopo: "Ricucire l' italia " con un lavoro certosino per il bene della collettività.
Ma Casini ha nella mente e nel cuore il suoi Grande predecessore, De Gasperi  che nel lontano 1943 così scriveva:
“Le idee ricostruttive della Democrazia Cristiana”.
Nell’opuscolo veniva efficacemente sintetizzata la visione di uno Stato postfascista e democratico, capace di inserire le grandi masse popolari nella vita politica del paese e questo nei consessi internazionali.
Era passata la guerra è vero e l' Italia doveva essere ricostruita e gli italiani stremati dovevani riacquistare fiducia, coraggio, salute, lavoro e benessere per tutti ed allora pronta la formulazione  di un piano di riforme nell’industria, nell’agricoltura e nel regime tributario; di incoraggiare il processo di integrazione europea la solidarietà occidentale.
Intanto venne redatta la Carta Costituzionale, pesi e contrappesi,  un modello di Stato in cui la separazione e il contro-bilanciamento dei vari poteri ridiventi l’asse portante del funzionamento Stato stesso. con una Corte  Suprema di garanzia  per tutelare lo spirito e la lettera della Costituzione, difendendola dagli abusi dei pubblici poteri e dagli attentati dei Partiti” (quanto aveva saputo guardare lontano).
Ora è vero che non siamo all' Italia Post-bellum, ma i continui e reiterati attacchi alla Costituzione, agli organi dello Stato che non risparmiano neppure le più alte cariche come il capo del Governo, Il presidente della  Camera e addirittura il Capo dello Stato. per non parlare dei litigi tra Potere Politico e Magistratura, insomma un bailamme che solo un forte Partito Centrista può essere l' artefice di un risanamento dell' Italia.
De Gasperi e la Democrazia Cristiana risollevarono  l' Italia dalla distruzione della guerra, Casini e il Partito della Nazione ci proveranno a risollevarla dalla distruzione del malsano Bipolarismo-bipartitismo.
Oggi come allora un forte centrismo che riappacifica e fa rinascere l' Italia. 

lunedì 19 luglio 2010

L' ITALIA CAMBIA


e l' UDC sta al passo con ....IL PARTITO DELLA NAZIONE

E' un' estate rovente e, sul fronte politico, a parte le schermaglie tra Fini e Berlusconi nel PDL che lasciano il tempo che trovano, o le "Vendolate" del Governatore della Puglia che intende scippare la leadership a Bersani nel PD per una forte aggregazione di  Sinistra, e se se lo è messo in testa, sicuramente ci riuscirà, l' interesse e le preoccupazioni degli italiani sono incentrate sulla crisi che non arriva a passare, le famiglie che non ce la fanno più ad andare avanti, la società in declino, insomma l' Italia che cambia in peggio ed è alla deriva.
Ma l' UDC, Partito responsabile, ha percepito questo italico disagio e nel  reputare  impellente ed indispensabile  un cambiamento di rotta ha, nuovamente fatto un appello ai  "I Liberi e Forti", affinchè si " rimbocchino   le maniche" per farsi carico e diventere protagonisti nel perseguire l'attuazione del cambiamento.
Il rinnovamento politico per un cambiamento dell' Italia è iniziato quando a Todi iL Segretario Cesa ha azzerato i vertici UDC in vista della  nascita di un nuovo soggetto politico centrista aggregante Partiti, società civile, Movimenti denominato provvisoriamente, PARTITO DELLA NAZIONE.
Infatti con la Convention di Todi  Casini ha lanciato non solo l' idea del Terzo Polo Centrista ma l' idea innovativa di coinvolgere tutti, tutti che hanno a cuore le sorti dell' Italia
L' Italia cambia ed in  peggio, la politica è malata attanagliata da un  vuoto etico- sociale-religioso da imputare al sistema partitico attuale, è malata perchè dilaniata dalla corruzione, dall' illegalità, dal potere malsano di alcune frange ma soprattutto è affetta da una bruttissima malattia cronica terminale: Bipolarismo- Bipartitismo  e i due grandi contenitori PD e PDL  pur di sopravvivere si reggono su due stampelle  sanguisughe che succhiano loro l' energia vitale lacerandoli.
L' IDV con il  suo esasperante ed inconsistente "giustizialismo" lacera il PD, mentre La lega Nord arrogante con spinte di antipolitica che non dà risposte concrete ai problemi ma che gode della rendita di posizione assicuratagli da Silvio Berlusconi quando al Carroccio ha dato ''la golden share del governo'',  come ha detto il segretario UDC Cesa.
Quindi a settembre e sempre a Chianciano, come l' anno scorso, il leader dell' UDC, Pier Ferdinando Casini, metterà la prima pietra per la nuova casa centrista- PARTITO DELLA NAZIONE-, la casa di tutti coloro che hanno senso di responsabilità e vogliono dare il proprio contributo per  ricostruire "l'unità nazionale"  siano essi Partiti, Movimenti Politici, Associazioni, Società Civile.
L' estate,  per i big centristi, sarà un' estate di preparazione dello storico evento che auspico foriero di belle notizie concrete per il vero il rinnovamento.
Le buone intenzioni pare che ci siano visto che parlano di coinvolgere e rendere protagonisti nella costruzione del partito della nazione tutti quegli italiani, laici e cattolici, credenti e non credenti, che finora si sono tenuti ai margini della politica o che si sentono disgustati e se ne sono allontanati. Questo richiederà un passo indietro, una disponibilità ed un’apertura da parte di tutta la nostra classe dirigente periferica come di quella centrale
La cosiddetta Seconda Repubblica è fallita perchè non ha saputo ricostruire il corpo e l’anima della nostra democrazia. Non ha creato le basi di un nuovo patto istituzionale tra gli italiani.
Ci si riuscirà il PARTITO DELLA NAZIONE?

martedì 22 settembre 2009

IL MOMENTO E' ARRIVATO


I tempi maturi e "Il Grande Centro" sta diventando una bellissima realtà

E' calato il sipario sulle tre giornate della Festa dell' UDC a Chianciano e l' essere stata testimone dell' evento catartico della politica italiana mi riempie oltremodo di orgoglio e soddisfazione.
E' stato gettato il seme della riaggregazione di tutti i Moderati Italiani sotto l' impulso del partito politico dell' UDC di Casini, traino autorevole e qualificante, dei Liberal di Adornato, dei Cristiano-Popolari di Pezzotta e di tutti i Moderati che condividono ampiamente le idee democratico-cristiane con un back ground di radici, solide e profonde dei grandi uomini politici che hanno fatto grande l' italia (De Gasperi, Einaudi, Don Sturzo ecc.).
Il momento è giusto e favorevole perchè il bicchiere è colmo delle idiozie, degli insulti, della xenofobia della Lega sperperona del denaro di "Roma Ladrona" e del gossip alimentato dai comportamenti inquietanti del Premier, Silvio Berlusconi, e delle lagnanze e dei litigi di Fini con il premier che lo accusa di praticare poco la democrazia, o meglio, nel PDL non c' è democrazia .
Gli italiani non ne possono più di tale politica fuorviante i sacrosanti e impellenti problemi che attanagliano la maggior parte dei lavoratori, la crisi economica che rende sempre più poveri i poveri e sempre più ricchi i ricchi, la scuola depauperata delle risorse per la ricerca e non solo e tant'altro ancora, insomma qualsiasi settore si tocchi, c' è acqua stagnante e putrida.
L' Italia è lacerata dal marciume politico-amministrativo, e, visto e considerato che il bipartitismo è morto e sepolto e il bipolarismo, avvelenato a destra dalla Lega di Bossi e a sinistra dal IDV di Di Pietro, non è una strada percorribile, è quindi doveroso mettersi in prima linea per dare una sferzata per il cambiamento mettendosi a debita distanza sia dal PD che dal PDL con la creazione di "Un Grande Centro", nuovo, moderno, popolare, forte delle idee che animano la maggior parte della gente, quella stessa gente che è accorsa numerosa a Chianciano proveniente da tutte le cittadine italiane sia dell'estremo Nord che del profondo Sud e che anela e reclama una politica etica e non fuorviante.
Tutti gli oratori dei tre giorni di Chianciano hanno ampiamente motivato le scelte del "Grande Centro" ma è stato il discorso di chiusura del leader dell' UDC, Pierferdinando Casini, che ha infiammato la platea che numerose volte, con l' appaluso, si è alzata in piedi osannando l' oratore.
La giustezza delle Sue argomentazioni, accompagnata da una comunicazione diretta, misurata e allo stesso tempo emozionale, ha coinvolto tutti penetrando nella mente e nel cuore tanto che molti suoi passaggi memorizzati e ripetuti come ad esempio:
" Un anno fa eravamo una forza marginale oggi siamo decisivi";
" Oggi ci si divide tra berlusconiani e anti berlusconiani, noi siamo per un partito completamente nuovo.
" Secondo voi- dice rivolto alla platea- perché Rutelli e Fini vengono qui e non da un'altra parte? Perché qui c'è il terreno per far germogliare un nuovo grande partito e l'Udc sarà la forza trainante" di questo soggetto politico.
"Non sopportiamo i diktat della Lega. Bossi non spaventa nessuno. La Lega deve avere qualcuno che gli dica basta e se non glielo dice Berlusconi, una maggioranza in Parlamento la si può trovare in dieci minuti e cosi' possiamo porre fine ai diktat della Lega", sottolinea Casini. "La Lega - avverte - instilla veleno ogni giorno: prima le ronde, poi le gabbie salariali e la questione degli immigrati. Basta ai loro diktat".
Non posso descrivere le forti emozioni provate e condivise dai presenti, la fede di un domani migliore, di una forza che metta le radici per un ritorno ad una buona e sana politica e ad una governo che si interessi dei veri e reali problemi dell' italia e degli Italiani senza distizione, Nord, Sud, bianchi o neri, immigrati o residenti.
A Chianciano si è verificato, insomma, il miracolo della semina di un pensiero "CENTRISTA" che diventerà un grande, anzi grandissimo "PARTITO DELLA NAZIONE".



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