03 ott 2013

La veemenza della parola ispirata

di Stefano, il Santo Protomartire lapidato dai Giudei dopo l' Ascensione di Gesù

 Mi piace questo Santo  che, con umiltà, accettò l' elezione a Diacono per provvedere agli affari materiali e di importanza secondaria del Popolo di Gesù Cristo e dei Suoi Apostoli, consentendo a questi ultimi di dedicarsi alla sola  predicazione e divulgazione della parola di Cristo.
E' rimasto a Gerusalemme nonostante la persecuzione dei cristiani seguente al divieto fatto agli Apostoli di insegnare nel nome di Gesù e  divenne il bersaglio preferito di quanti odiavano e non tolleravano i cristiani.
Un giorno Stefano rispose con la veemenza della parola ispirata, mettendo in luce la nuova legge e la nuova alleanza superiori alla legge antica ed i suoi interlocutori non seppero tenere testa alla sua eloquenza e riuscirono a farlo tacere solo con la violenza.
Condussero Stefano davanti ai giudici chiedendo la sentenza di morte accusandolo di tante nefandezze e comprandosi i testimoni,  Stefano chiese la parola per la sua difesa e nuovamente esaltò la nuova alleanza e la nuova legge, imputando loro la morte del Messia. Fu trascinato fuori dalla città e lo lapidarono. Caduto in ginocchio proclamò le parole: "Signore, Gesù ricevi il mio spirito. Non imputar loro questo peccato."