30 dic 2009

DI PIETRO E BORRELLI


Ritorna mani pulite per "ricondannare ", nell'anniversario della morte, il grande statista, nonchè  l' uomo schietto e libero "Bettino Craxi"

Di Pietro e Borrelli, cui nel frattempo si è aggiunto l' altro giudice-europarlamentare, De Magistris, ovvero le autorità giudiziarie politicizzate abilitate alla imputazione e carcerazione  di uomini schietti e liberi come Craxi, ritornano ad alzare gli scudi e lanciare anatemi, invettive, insulti gratuiti alla memoria, dimentichi che il loro inveire è fuori luogo e fuori tempo; dei morti se non si può parlare bene, almeno si  abbia il buon gusto di tacere.
Non vi vergognate, da uomini politici quali siete a negare ed oscurare la valenza Politica di un ex Capo di Governo, che tanto ha dato al  Paese ed a ricordare esclusivamente l' infimo e discutibile episodio di cui siete stati protagonisti( del nulla) solo per accaparrarvi un posto al sole della politica?
Ma  Bettino Craxi, grande statista  italiano è già  passato alla  storia come e e la storia lo giudicherà su questi parametri anche se ci sono stati umani errori di sistema; è l' unico che ha pagato con l' esilio e con la vita  un "sistema"  operativo  politico-partitico, tutto italiano, praticato ed approvato da tutti come ebbe a dire  a chiare lettere in un memorabile discorso alla Camera.
A dieci anni dalla sua morte che i più vogliono commemorare con gli onori che gli si devono come il Sindaco di Milano, Letizia Moratti, che intende intitolargli una strada o un giardino' o la Fondazione a lui intitolata che ha richiesto la partecipazione ad una cerimonia di ricordo del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano i giudici giustizialisti rispondono:
Antonio di Pietro IDV: “Mi auguro che il presidente della Repubblica-, se parteciperà a un ricordo su Craxi lo ricordi per quello che è stato: un politico, un presidente del Consiglio, un corrotto, un condannato, un latitante. Altrimenti non racconterebbe la verità nemmeno lui”.
Francesco Saverio Borrelli,  capo di Di Pietro nell' ex poo di mani pulite e/o tangentopoli , : “Trovo indecoroso, offensivo intitolare una via, una piazza o qualunque cosa a un personaggio che è morto da latitante”, 
Luigi De Magistris, europarlamentare dell’Idv,  attacca: “È indecente pensare di dedicare una via o un'area cittadina ad un politico che ha consumato gli ultimi anni della sua vita da corrotto e da latitante. In merito alla figura di Craxi, la difesa del centrodestra si riduce ad un castello di sabbia pronto a sgretolarsi al vento limpido della Storia. Soprattutto quella giudiziaria, che lo ha immortalato con una sentenza passata in giudicato come un politico corrotto”.
Tutti e tre questi soggetti che hanno fatto della loro professione, un' arma, una battaglia antipolitica  per una personale affermazione  politica, dovrebbero mettersi una maschera e gridare al mondo: Noi abbiamo combattuto, da magistrati,  i Politici della Prima Repubblica e combattiamo ora, da Politici, con odio,  invidia, con modi e maniere subdole, i Politici della Seconda Repubblica, con quale risultato non si sa, ma agli  occhi di tutti, il solo scopo e quello di infangare l' Italia e gli Italiani per costruire la propria carriera politica sull'antipolitica e sul giustizialismo.
Ma lo fanno nel modo più barbaro e becero con volgarità ed insensibilità, alla Di Pietro maniera, insultando il Morto e i suoi Cari,  il Sindaco di Milano e il Capo dello  Stato.
" La mia libertà equivale alla mia vita" epitaffio sulla tomba di Bettino Craxi ad Hammamet