16 giu 2010

Salvatore Cintola (UDC) nella rete "Dolly Show"


e il Segretario del Partito Lorenzo  Cesa ne decreta la sospensione e propone al Collegio dei Probi Viri, l' espulsione immediata


"Dolly Show" è stata chiamata la  brillante operazione messa a punto dalla squadra narcotici di Palermo la scorsa notte che ha portato allo smantellamento di una ramificata associazione criminale specializzata nel  pericoloso  traffico di stupefacenti, in particola di hashish e cocaina,  ed all' arresto di 29 spacciatori.
Sembra che tra i clienti di quella  rete di spacciatori vi sia anche il deputato regionale Salvatore Cintola, 68 anni, dell'Udc,  che pare mandasse la segretaria, anch'ella coinvolta nella retata ed arrestata con l' accusa di spaccio.
Sembra che andasse con l'auto blu a fare approvvigionamento della polvere bianca per se e per il Capo, Salvatore Cintola
Infatti i Magistrati inquirenti indagano non per l' accusa di consumo di sostanze stupefacenti bensì che, mentre era a Palazzo dei Normanni, sede dell'assemblea regionale siciliana, avrebbe dato disposizioni alla segretaria di acquistare la cocaina, ed  i soldi, circa mille euro in contanti, li avrebbe mandati con l'autista in auto blu.
In attesa degli sviluppi giudiziari che accerteranno l' effettivo coinvolgimento e la gravità del  reato, la notizia vera, per il mondo della politica è che appena appurata la notizia dell' operazione antidroga di Palermo, Il Segretario dell' UDC, Cesa, ha sospeso dal partito il deputato regionale dell'Ars, Salvatore Cintola, proponendo ai Probi Viri l'espulsione immediata dal partito e chiedendo al capogruppo all'Assemblea Regionale, Rudy Maira, di procedere all'espulsione immediata anche dal gruppo. "Al di là dell'accertamento dei fatti, che ci auguriamo avvenga al più presto - afferma Cesa in una nota - la condotta morale tenuta da Salvatore Cintola, che già da tempo con le sue scelte politiche si era di fatto collocato fuori dall'Udc, appare incompatibile con i valori dell'Unione di Centro e rende improponibile la sua permanenza nel nostro partito". "Come si vede da questa vicenda - conclude Cesa - facciamo bene a difendere la possibilità dei magistrati, in collaborazione con le Forze di Polizia, di avvalersi delle intercettazioni, che sono uno strumento fondamentale per la lotta alla criminalità".