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20 apr 2009

Esceth Ekos muore mentre Malta e Roma litigano


La nave turca "Pinar" prima soccorre gli immigrati alla deriva e poi li tiene prigionieri mentre Malta e Roma si contendono l'asilo e l'ausilio

La storia è di quelle che fanno stringere il cuore e lasciano l'amaro in bocca; è il solito gommone scafista pieno zeppo di immigrati, nigeriani, ganesi, liberiani, povera gente disperata e affamata alla ricerca di un "suolo migliore" che il destino crudele a loro negato.
All'orizzonte la nave della salvezza "Pinar", indirizzata verso di loro dalle autorità maltesi, il cui equipaggio prende a bordo i disperati malridotti immigrati, però, per giorni, nave e passeggeri restano in stand-by in attesa del da farsi, tra Roma e Malta che si palleggiano i poveri disgraziati; finalmente prevale la "Pietas" Italiana e i "prigionieri" vengono ricoverati a "Lampedusa".
Si è trattato solo di un disguido "tra amici"(Italia-Malta), così ha detto il ministro degli esteri maltese Tonio Borg, degenerata in una crisi umanitaria che l'Italia ha saputo risolvere, come al solito.
Ma tra gli immigrati è stato trovato, in un sacchetto di plastica, tra i rifiuti, il corpo di Esceth Ekos, diciottenne Nigeriana, cercava un futuro migliore per se e per il bimbo che portava in grembo ma ha trovato la morte, E' giusto?
Se Malta avesse dato i primi e imminenti soccorsi, per questo prende soldini dalla Comunità Europea, forse Esceth Ekos poteva coronare il suo sogno di una vita migliore insieme al suo bimbo.