03 set 2011

I "LAI" DELL' ARTISTA DI GIORGIO

I "LAI"  DELL' ARTISTA DI GIORGIO per le giuste critiche che da più parti, a cominciare da questo  blog,  si sono levate alla manifestazione di un Festival Prestigioso ridotto a "Canta Napoli", 
Tania Di Giorgio

mostrano l' estrema debolezza degli organizzatori del XVII FESTIVAL SEVERINO GAZZELLONI e dell' Amministrazione che non hanno il coraggio civile di difendere il loro operato e se l' artista si ritiene svilita  nel proprio lavoro per le critiche dell' Assessore Provinciale alla Cultura, Arch Antonio Abbate, allora si vede proprio che questa amministrazione è alla frutta e la cantante pilotata, e pure male, visto lo stravolgimento del pensiero...Esimia Tania

“‬Scarsa cultura significa solo stravolgere il senso di una manifestazione‭”


“A chi mai passerebbe per la testa,‭ ‬dovendo organizzare una cena conviviale tra amici,‭ ‬accompagnare una portata di pesce,‭ ‬una succosa aragosta per esempio,‭ ‬con un vino rosso corposo,‭ ‬un barolo‭? ‬A nessuno,‭ ‬credo.‭ ‬Se lo facesse,‭ ‬sarebbe indice di poca cultura gastronomica.‭

A chi mai passerebbe per la testa,‭ ‬dovendo ristrutturare una casa,‭ ‬un antico casolare in condizioni di rudere,‭ ‬utilizzare la calce al posto del cemento‭? ‬Credo a nessuno.‭ ‬Se lo fecesse,‭ ‬sarebbe indice,‭ ‬di scarsa cultura edilizia.

A chi passerebbe per la mente,‭ ‬dovendo organizzare un Festival musicale dedicato ad un genio come Severino Gazzelloni,‭ ‬proporre un repertorio di concerti in cui il flauto,‭ ‬lo strumento per cui Severino ne è stato definito il più grande interprete del‭ ‬900,‭ ‬è praticamente assente dal programma concertistico?‭

A NESSUNO .........SOLO AI GRANDI AMMINISTRATORI ROCCASECCANI

Questo per sottolineare come la definizione di‭ “‬scarsa cultura‭” ‬non significa altro se  non adeguare i mezzi al fine che ci si propone e per rispondere all’interpretazione della Di Giorgio,  secondo la quale definire il Festival Gazzelloni‭ ‬2011‭ ‬come una rassegna stile‭ “‬Canta Napoli‭” ‬significa denigrare gli artisti.
L' Usignolo di Roccasecca non si è soffermato minimamente a queste considerazioni, ma, superficialmente e/o infocata dagli Amministratori-Organizzatori, ha aperto bocca e dato fiato,
Invece, si doveva indignare e urlare il suo essere artista del bel canto quando  Le è stato proposto di cantare alla Piazza Risorgimento, ma non ha considerato minimamte l' infelice "location" ed invece di prendersela con chi ha trattato gli artisti classici come infimi artisti di "strada" si indigna con chi, come l' assessore alla cultura provinciale, Antonio Abbate, vuole elevare Roccasecca al rango che merita, soprattutto se si tratta del Flauto d' oro, Severino Gazzelloni.
Secondo lei : E‭’stato consono al suo rango  artistico‬ la scelta del il piazzale della stazione ferroviaria per un concerto di musica classica,‭ ‬accompagnato dal fischio dei treni‭? e non ha pensato lo svilimento di una piazza con tavolini per uno spuntino tra un acuto e l'altro e/o un pezzo di trombe, clarinetti e coro? E cosa dice degli   avventori dei bar vicini che giocavano a tressette e urlavano tra di loro ? e i bimbi che giocavano e si rincorrevano tra i tavoli con urla e strepiti ?
‭Tutto questo è scarsa cultura, a mio modesto parere, come scarsa cultura ‬non mettere in condizioni ideali gli artisti di potersi esibire,‭ ‬senza essere boicottati da un’amplificazione in cui a tratti scompare l’audio‭?
‭L' artista Tania Di Giorgio, che dal quotidiano "Ciociaria", lamentava,  si indignava e sproloquiava contro Abbate per aver riportato una semplice e giusta criticali, non verso gli artisti che hanno dovuto sottostare , ma verso  chi ha pensato un tale programma e i luoghi in cui sono stati svolti e l' assenza del "flauto", lo strumento principe del Concittadino Illustre, Severino Gazzelloni.
Questa è la scarsa cultura che ha caratterizzato Festival Severino Gazzelloni 2011,  a Roccasecca.