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31 ago 2011

LA CASTA ROCCASECCANA

LA CASTA ROCCASECCANA sosta selvaggiamente nel  parcheggio  adiacente al Palazzo Boncompagni, riservato ai "Disabili"  

e nessun vigile pronto ad intervenire   e neppure l' assessore Marcuccilli che proprio dalla sua pagina di facebook così scriveva:

MALEDUCATI, BUGIARDI E DAI... PURE LADRI.
Un tizio arriva con la macchina, piuttosto scassata, davanti a Palazzo Boncompagni, e posteggia proprio in mezzo alla strada. Un vigile gli si avvicina e gli dice: "Ma cosa fa? Non si può parcheggiare qui!" "Perchè?" "Come perchè?" "Perchè qui ci passano gli amministratori e il sindaco" E il tizio: "E che mi frega? Tanto io ho l'antifurto!"

Ma oggi, la macchina che occupava il posto dei DISABILI, non era una macchina scassata di un misero "qualunque" ma una bella mercedes metallizzata di grossa cilindrata di proprietà del secondo inquilino di Palazzo Boncompagni, che dovrebbe essere  esempio  di correttezza e rispetto delle norme.

Questo apprendiamo sempre da facebook, pagina di Giorgio Giovinazzi che così scrive :

Guerrino Carmine Torriero Vice Sindaco del Comune di Roccasecca, nonchè, Prof., nonchè Assessore al Bilancio  fulgido esempio di rispetto delle regole, di senso civico, guida della Comunità. Ecco come parcheggiava stamattina in Via Roma, per recarsi in Comune, probabilmente allo scopo di elaborare nuove abili strategie e dimostrare, una volta di più, di essere persona illuminata e superiore a noi poveri cittadini ignoranti.

Insomma l' assessore Marcuccilli illustra il parcheggio selvaggio della macchina scassata dell' uomo qualunque  che ostruisce il passaggio della "Casta ", mentre il Cittadino Giovinazzi, sensibile, illustra, con tanto di foto, l' ostruzione del parcheggio dei DISABILI,  perchè occupata dalla bella e grossa autovettura del Vice Sindaco.
Quindi, se il racconto del Marcuccilli potrebbe essere una metafora, seppur di dubbio buongusto, il racconto del Giovinazzi, è fatto  reale e, oltre alla macanza assoluta del buongusto di chi ha commesso l 'infrazione, si ravvisa l' arroganza del "potere" censurabile da tutti i punti di vista: etico, morale, civico e legale.